Cone Beam TC

Il centro si trova a Caltagirone in Viale Europa, 4

cone beam

Tomografia computerizzata CONE BEAM (CB 3D)

La tomografia computerizzata cone beam o a fascio conico (CTCB) è una tecnica di imaging biomedico in cui una tomografia computerizzata viene realizzata mediate dei raggi x a forma di cono.

La CT cone beam è diventata sempre più importante nella pianificazione del trattamento e nella diagnosi dell'implantologia ed in particolare è indispensabile nelle tecniche di implantologia computer assistita. Questa tecnologia sta trovando sempre più impiego anche in altri campi dell'odontoiatria. Una scansione a fascio conico sull'arcata dentale offre preziose informazioni per quanto riguarda la valutazione e la progettazione degli impianti chirurgici. L'American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology suggerisce la cone beam CT come il metodo d'elezione per la valutazione pre-chirurgica dei siti implantari, come ad esempio l'endodonzia e l'ortodonzia.

Con la sua resa tridimensionale la cone beam offre una visione non distorta della dentatura che può essere utilizzata per visualizzare accuratamente i denti non erotti, il preciso orientamento delle radici e le strutture anomale che una tradizionale radiografia bidimensionale non è in grado di dare.

La tomografia computerizzata Dentale Cone Beam (CBCT), o più esattamente definita di recente CB3D ha rivoluzionato la diagnostica radiologica odontoiatrica e maxillo-facciale rendendo disponibili ricostruzioni 3D delle strutture anatomiche esaminate.

 La Cone Beam 3D è una tecnica radiologica di scansione tomografica utilizzata per acquisire dati e immagini di uno specifico volume del massiccio facciale o del cranio. Grazie a specifici e potenti software di elaborazione, questa tecnica offre immagini diagnostiche sui tre piani dello spazio e Volume Rendering (cioè immagini volumetriche), esponendo il paziente a dosi radianti bassissime.

La CB3D rappresenta l’ultima generazione delle macchine per imaging radiologico in campo odontoiatrico e riunisce, oltre ai suoi specifici pregi, quelli di altre metodiche ormai consolidate come l’OPT (ortopantomografia o panoramica) e le radiografie del cranio in latero-laterale e postero-anteriore, a uso cefalometrico, rappresentazioni che sono direttamente realizzabili con i software applicativi. Si è dimostrata insostituibile nella programmazione d’interventi di avulsione di elementi dentari inclusi sia nell’adulto che in età pediatrica. In implantologia, permette di valutare qualità e quantità di osso disponibile e prevedere possibili cause di insuccesso. In ortodonzia, consente una migliore programmazione clinica e in campo oncologico permette di definire l’estensione di processi espansivi e compromissioni  anatomiche vitali.

la CB3D utilizza un fascio radiante conico ed un detettore di ampia area, acquisendo così un ampio volume di immagini in una sola rotazione. La TC tradizionale, invece, usa un fascio molto sottile di raggi X che ruota più volte intorno alla testa del paziente e sensibilizza una serie di detettori, mentre il corpo del paziente viene fatto avanzare in continuazione. Il FOV (Field of View), cioè l’ampiezza dell’area esposta ai raggi X, nelle applicazioni CB3D è piuttosto piccolo e si limita alla sola area di interesse clinico, contrariamente agli ampi FOV della TC tradizionale che include generalmente almeno tutto il cranio del paziente. Queste differenze di metodologia ci fanno capire che vi sono differenti esposizioni per i pazienti: numerosi studi clinici e sperimentali hanno ormai confermato che, con TC tradizionale, in uno studio della mandibola o del mascellare superiore l’esposizione al paziente è rispettivamente di 200-500 microsivierts e di 100-300 microsivierts, in base alla macchina e tecnica utilizzata. Utilizzando macchine CB3D, questi valori scendono a 30-100 microsivierts complessivi nel caso di esposizione doppia e simultanea di mandibola e mascellare. Inoltre, gli artefatti tecnici dovuti alla presenza di metallo nelle protesi a ponte o negli impianti risultano particolarmente accentuati nella TC tradizionale e spesso danneggiano irreparabilmente la qualità dell’esame. Proprio per le sue caratteristiche intrinseche, questo inconveniente è invece praticamente inesistente utilizzando la tecnica Cone Beam 3D.

In conclusione, relativamente alle applicazioni in campo odontoiatrico e maxillo-facciale, la tecnica Cone Beam 3D si dimostra superiore alla TC tradizionale per la maggior definizione delle sue immagini, perché permette migliori contrasti tra strutture di diversa densità (gengiva-osso), per la minore esposizione alle dosi radianti, perché l’esame è generalmente più breve, con il paziente in posizione più comoda.

Tipi di esami con TAC Cone Beam »